RIFERIMENTI NORMATIVI

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017 - Definizione e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. (Visualizza pdf)

Il diritto alle Cure Palliative
Dopo la Legge 38/2010 i Decreti Attuativi, gli Accordi, le Intese Stato Regioni i L.E.A. e la Legge sul Biotestamento si completa il quadro dei principali provvedimenti normativi in materie di Cure Palliative.
Grazie all'impegno di 20 anni nel mondo dell'associazionismo lo Stato riconosce al malato e al cittadino nei L.E.A. il dititto a non soffrire nell'ambito delle Rete Locale delle Cure Palliative:
Art. 15 - Assistenza Specialistica Ambulatoriale:
il nomenclatore delle prestazioni prevede le prime visite multidisciplinari per le Cure Palliative inclusa la stesura del P.A.I. e le visite di controllo inclusa la rivalutazione.
Art. 21 - Percorsi Assistenziali Integrati:
è garantito l'accesso unitario ai servizi sanitari e sociali, la presa in carico della persona, la valutazione multidimensionale (V.M.D.) dei bisogni sotto il profilo clinico, funzionale e sociale con la definizione dei bisogni terapeutici-riabilitativi ed assistenziali nel progetto assistenziale individuale dell'orizzonte temporale dell'end stage e si allargano alle fasi precoci della malattia inguaribile ad evoluzione sfavorevole.
Art. 23 - Cure Palliative Domiciliari:
sono erogate dalla struttura U.C.P. (Unità di Cure Palliative) e non più nell'ambito dell'Assistenza Domiciliare Integrata (A.D.I.) sono le U.C.P. che erogano sia le Cure Palliative di base che quelle specialistiche con ciò garantendo l'unitarietà ed l'integrazione dei percorsi di cura con un equipe curante di riferimento sul percorso e non sul setting assistenziale.  Viene garantitala specificità specialistica delle Cure Palliative non più inquadrate nel contenitore indifferenziato delle cure domiciliari rivolte alla non autosufficienza ed alle fragilità che non richiedono un approccio palliativo. Il coordinamento delle cure viene puntualmente caratterizzato(comma 3 art. 2, commi 1 - 1a - 1b) con ciò contribuendo a chiarire la responsabilità del rapporto di cura.
Art. 31 - Centro specialistici di Cure Palliative (Hospice):
garantiscono in ambito territoriale l'assistenza al malato nella fase terminale della vita.
Art. 38 - Ricovero ordinario per acuti:
le Cure Palliative sono per la prima volta espressamente citate come prestazioni cliniche, farmaceutiche, strumentali, necessarie ai fini dell'inquadramento diagnostico e terapeutico, che devono essere garantite durante l'attività di ricovero ordinario.

Accordi collettivi Nazionali della Medicina Generale e della Pediatria di libera Scelta del 2005 e del 2009
Gli Accordi collettivi Nazionali della Medicina Generale e della Pediatria di libera Scelta del 2005 e del 2009 individuano tre forme di assistenza domiciliare:
- Assistenza Domiciliare Integrata (ADI);
- Assistenza Domiciliare Programmata nei confronti dei pazienti non ambulabili (ADP);
- Assistenza Domiciliare nei confronti di pazienti ospiti in residenze protette e collettività (ADR)

DPCM 29 Novembre 2001
Il DPCM 29 novembre 2001 – Definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza inserisce le Cure domiciliari nell’ambito dell’assistenza distrettuale da attuarsi secondo le seguenti tipologie di attività:
- assistenza programmata a domicilio (assistenza domiciliare integrata, assistenza programmata domiciliare comprese le varie forme di assistenza infermieristica territoriale);
- attivita’ sanitaria e sociosanitaria rivolta a pazienti nella fase terminale (domiciliare);
- attivita’ sanitaria e sociosanitaria rivolta alle persone con infezione da hiv (domiciliare)
I successivi Piani Sanitari Nazionali ribadiscono che l’assistenza territoriale domiciliare, l’ospedalizzazione domiciliare e l’assistenza domiciliare programmata e integrata della rete dei Medici di Medicina Generale (MMG) rientrano nei Livelli Essenziali e Uniformi di Assistenza, da garantire in uguale misura e intensità su tutto il territorio nazionale e confermano che deve essere il Distretto a coordinare tutte le attività extraospedaliere di assistenza sanitaria di base e specialistiche (erogate con modalità sia residenziali sia intermedie, ambulatoriali e domiciliari) oltre alle attività di assistenza sanitaria a rilevanza sociale e a quelle a elevata integrazione sociosanitaria. indibile privilegiare forme di cura domiciliari» e che «la casa è il miglior luogo di prevenzione, cura e riabilitazione». Inoltre riguardo l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), viene affermata l’esigenza di definire tipologie differenziate di risposta in ragione della prevalenza dei bisogni sanitari e sociali e della loro intensità.

DPCM 14 Febbraio 2001
Il DPCM 14 Febbraio 2001 – Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie stabilisce che le cure domiciliari come modalità di risposta ai bisogni delle persone in condizione di non autosufficienza si avvalgono anche di prestazioni di assistenza sociale e del supporto familiare ovvero il bisogno clinico viene valutato anche sotto il profilo funzionale e sociale tramite idonei strumenti atti a consentire una diagnosi multidimensionale e la presa in carico della persona con definizione di un completo programma assistenziale di carattere socio-sanitario.
LLe Regioni nell’ambito della programmazione degli interventi socio-sanitari determinano gli obiettivi, le funzioni, i criteri di erogazione nonché i criteri di finanziamento avvalendosi del concerto della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale secondo quanto previsto dal D.lgs N. 502/92 e S.M. ed integrazioni.

Legge N. 328/2000
La “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” prevede che il Fondo nazionale per le politiche sociali determini ogni anno una quota economica esplicitamente destinata al sostegno domiciliare di persone anziane non autosufficienti, con particolare riferimento a «progetti integrati tra assistenza e sanità, realizzati in rete con azioni e programmi coordinati tra soggetti pubblici e privati, volti a sostenere e a favorire l’autonomia delle persone anziane e la loro permanenza nell’ambiente familiare».

Decreto Legislativo N. 229/99 e S.M. ed integrazioni
Il Decreto Legislativo n. 229/99 recante “Norme per la razionalizzazione del servizio sanitario nazionale” e i precedenti Dlgs.502/92 recante“ Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421” e il Dlgs. n.517/99, indica l’assistenza Domiciliare Integrata (ADI) tra le funzioni e le risorse garantite dai distretti sociosanitari la cui organizzazione è disciplinata dalle Regioni.

Il Progetto Obiettivo “Tutela della Salute degli Anziani 1994-1996”
Il Progetto Obiettivo “Tutela della Salute degli Anziani 1994-1996” indicava l’attivazione dei servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) come obiettivo prioritario ed ipotizzava lo sviluppo di servizi di Ospedalizzazione Domiciliare (OD) a più elevato contenuto sanitario con l’obiettivo di trattare a domicilio una percentuale di pazienti su tutti i ricoveri ospedalieri.

Legge N. 833/78

La Legge 833/78, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, ispirandosi ai principi dell’OMS rappresenta il primo livello di contatto degli individui, della famiglia e della comunità con il sistema sanitario in un quadro di effettiva partecipazione”, ha garantito, da un lato, l’unitarietà della gestione e del governo dei servizi sanitari (Unità Sanitaria Locale) e dall’altro e ha promosso la strutturazione di una rete di servizi il più vicino possibile al luogo di vita delle persone attraverso la “medicina primaria” diffusa sul territorio e organizzata in modo da essere legata alla comunità locale.
La stessa legge ha conseguentemente proposto un modello di assistenza primaria fondato sul Medico e Pediatra di famiglia, convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e scelti liberamente dal cittadino.